Coopetition: il tuo rivale è anche il tuo fan

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Coopetition: il tuo rivale è anche il tuo fan

L’unione fa la forza: fare sistema per competere sul mercato

Vi siete mai chiesti come fa il Gruppo Volkswagen a far funzionare insieme VW, Audi, Skoda, Seat, Porsche e diventare il primo gruppo automobilistico mondiale?

Oppure come fa Google a imporre Android facendo lavorare insieme Samsung, HTC, e Sony?

La risposta è: Coopetition.

La coopetition è la chiave per l’innovazione aziendale: è la capacità di costruire un equilibrio tra collaborazione e competizione, tra diverse aziende.

  1. Si collabora: COOPEration – nella definizione di regole e infrastrutture condivise;
  2. Si compete: compeTITION – nell’offerta dei servizi, in particolare informatici, agli utenti finali.

Alla base della coopetition c’è: trasparenza sulle motivazioni, sugli obiettivi e sulle future mosse delle aziende partecipanti, e c’è consapevolezza, di essere comunque in concorrenza. Con questa collaborazione sistemica e lungimirante, gli accordi riescono a prosperare ed entrambe le aziende riescono a diventare più competitive, con un risultato misurabile.

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La coopetition oltre ad essere sviluppata su teorie di management, di concorrenza e di cooperazione è una strategia aziendale che sfrutta la teoria dei giochi per comprendere quando è meglio che i concorrenti lavorino insieme per aumentare i vantaggi dei giocatori: questo lo si vede anche nello sport, in particolare nel CrossFit. Non esistono molte altre discipline sportive in cui chi vince incita l’avversario a portare in fondo la propria prestazione.

Nel CrossFit, l’elemento di concorrenza è esplicito e accettato da tutti. Si compete attivamente contro se stessi e contro gli altri per arrivare ogni volta in fondo ad un nuovo WOD, al fine di massimizzare il proprio risultato. Nel CrossFit la comunità è una delle situazioni più motivanti, poiché le persone tendono a sfidarsi e contemporaneamente a cooperare con il gruppo e questo porta ad un innalzamento della soglia prestazionale

La particolarità dei Crossfitter è lo spirito di unione: durante le competizioni, anche gli atleti che hanno terminato la prova e che fino a poco prima erano avversari, ti incoraggiano e ti supportano, affinché tu riesca a portare a termine il tuo WOD. Ciò avviene perché nel CrossFit il fine è sempre comune:

“Non fermarti quando fa male, fermati quando hai finito!”

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Anteprima Infografica CrossFit e Team Building by info easy imola 

Nell’ambito delle tecnologie, sono frequenti i casi di coopetition, ove il proprio rivale diventa il proprio fan. IBM/Oracle sviluppano assieme software di tipo ERPCRM; Apple/Microsoft collaborano alla licenza delle funzionalità del sistema operativo mobile e dei brevetti. Google/Mozilla Foundation, dove Google finanzia il browser web Firefox di Mozilla, – rivale Chrome – per limitare l’influenza di browser rivali (Internet Explorer e Safari). Non ultimo, l’esempio di collaborazione Microsoft/Intel in cui la domanda di chip Intel aumenta quando Microsoft crea software più potenti e a sua volta Microsoft si ottimizza quando Intel produce chip più veloci. Non è raro che i colossi della tecnologia dimostrino ammirazione per i progetti dei rivali…tanto da arrivare anche a copiarli!
Le aziende che accettano tale logica, sono quindi quelle che hanno capito che in un contesto complesso di cambiamento accelerato nell’era della digitalizzazione, pochi sono quelli in grado – da soli – di avere le risorse necessarie per avere un successo che duri nel tempo. A confermarlo anche Andrea Pontremoli nel suo intervento al General Meeting del CEFRIEL:

Il tema è che oggi è sempre più vero che “pesce veloce” mangia “pesce lento”.
Raramente si può essere più veloci da soli: si è veloci quando si possono mettere insieme risorse economiche, competenze organizzative, tecnologiche e manageriali che ci danno gli strumenti per essere veloci.

Ma come si fa a proteggere i propri interessi e contemporaneamente a collaborare con la concorrenza?

Per coltivare le proprie performance e contemporaneamente collaborare con la concorrenza, sia nello sport che nel lavoro, suggeriamo 3 punti fondamentali:

  1. Condividere le informazioni e le competenze: per costruire un rapporto di fiducia con il concorrente. La coopetition tra Linkedin e i reclutatori professionisti ne è l’esempio. Il co-fondatore Reid Hoffman spiega che permettere ai reclutatori di utilizzare Linkedin per trovare potenziali candidati e opportunità di lavoro, consente di ottenere risultati maggiori rispetto ad agire separatamente sul mercato.
  2. Concentrarsi sulla costruzione di qualcosa di nuovo: la coopetition funziona bene con le aziende che lavorano nel campo della tecnologia e dell’innovazione perchè in questo tipo di business le spese di ricerca e sviluppo sono spesso molto ingenti. Perciò se azienda A e azienda B vogliono raggiungere il risultato X, ma non hanno le risorse finanziarie e la manodopera necessarie, impiegando nel progetto sia le risorse di A sia quelle di B, possono non solo ottenere X, ma anche 2X.
  3. Scegliere una partnership nella quale ciascuno porterà al tavolo idee diverse: un accordo tra società simili, ma non troppo è il modo migliore per creare relazioni win-win. Un esempio è la partnership tra Wayfair (multinazionale americana nel settore dell’ecommerce) e Amazon. Tale cooperazione ha permesso a Wayfair di sfruttare un marchio noto a livello globale per aumentare le conversioni di vendita, dando ad Amazon una parte dei suoi profitti.  E’ evidente quindi che nonostante queste due realtà siano concorrenti, questa coopetition è stata vantaggiosa perché l’accordo ha generato profitto ad entrambe le parti.

Per una coopetition vantaggiosa, bisogna quindi assicurarsi che le aziende siano simili, ma che le risorse apportate da ciascuna delle aziende coinvolte siano diverse.

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Sitografia:

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