Perché investire nella Business Intelligence

Lug

21

Perché investire nella Business Intelligence

La capacità di prendere decisioni efficaci in poco tempo ed al tempo stesso la lungimiranza. Tali abilità necessitano però di informazioni.

Tutti gli esseri umani per prendere decisioni, hanno bisogno di informazioni. Si può pensare che aumentando il numero di informazioni reperibili le probabilità di giungere ad una scelta migliore aumentino, in realtà gran parte delle decisioni sono il risultato di un’acquisizione di pochissime informazioni.

Qual è il fattore determinante per un manager d’impresa?

In un contesto aziendale i dati sono molti e spesso mal organizzati: risulta dunque difficile estrarre le informazioni utili ai processi decisionali, in tempo reale. Storicamente, prima dello sviluppo di Internet e di tutti i sistemi informatici che oggi conosciamo, le informazioni aziendali venivano rese disponibili in report statistici, onerosi da produrre, a volte imprecisi o approssimativi: perché basati su criteri arbitrari e su dati non “freschi”. Oggi questo limite è stato superato: il patrimonio di dati generato da un’azienda diventa valore tramite un insieme di metodi e tecnologie definito Business Intelligence o BI.

La Business Intelligence è uno strumento strategico composto da un sistema di modelli matematici, metodologie di analisi, processi, persone e mezzi, che raccoglie, archivia ed elabora i dati provenienti da varie fonti, al fine di trasformare questi ultimi in informazioni attuali e prospettiche utili all’attività di decision making aziendale.

La BI è la chiave per non rischiare di restare fuori dal mercato, in questa epoca contraddistinta da velocità di comunicazione e grandi quantità di informazioni digitali (note come BigData). La BI attiva un processo di digitalizzazione della conoscenza che potenzia i processi decisionali strategici dell’organizzazione, che si tratti di una PMI di uno studio professionale e di un ente.

La differenza di utilizzo dei due termini, dato e informazione, non è puramente lessicale: con dato si intende una nozione che necessita di essere completata e trasformata, mentre con informazione si intendono gli elementi e i concetti organizzati e subito fruibili per un ragionamento.

Tale sistema di BI comporta quattro semplici fasi:

  • la raccolta dei dati dell’azienda,
  • la loro pulizia,
  • la validazione e l’integrazione,
  • la successiva elaborazione, aggregazione ed analisi.

L’informatica entra con forza nella Business Intelligence durante le fasi di raccolta, aggregazione, pulizia e validazione dei dati, svolte automaticamente; sarebbe impensabile, oggi, processare manualmente l’enorme mole di tutti i dati aziendali.

In conclusione, la BI può essere definita come un nuovo metodo di lavoro per trasformare in denaro il capitale informativo di un’impresa. Ad esempio, il reparto commerciale conoscerà in tempo reale i prodotti/servizi più performanti e l’area marketing avrà in mano la situazione di acquisizione di nuovi clienti.

Non perderti il nostro video sulla Business Intelligence dove ci porteranno i Dati – Aperiform Info Easy con l’intervista a Prof. Gilberto Antonelli – Professore ordinario di Economia del lavoro Unibo e Prof. Stefano Rizzi – Professore ordinario di Business Intelligence Unibo.

Ma quindi perché investire sulla Business Intelligence?

Non esistono aziende che non abbiano tratto beneficio dal conoscere informazioni sul proprio business, anzi, molti probabilmente fanno già attività di Business Intelligence e necessitano soltanto delle tecnologie e del supporto giusti.
La Business Intelligence sta rappresentando una priorità di investimento nel mondo dell’informatica perché corrisponde un ritorno di investimento immediato grazie al risparmio di tempo: sappiamo infatti che i costi del personale incidono in maniera significativa sui bilanci d’impresa.

Questo modello è possibile anche nelle PMI?

Dotandosi degli strumenti e delle metodologie opportune sì; in questi casi però non si può pensare al “fai da te” perché si rischia di complicare: la BI nasce invece per semplificare!
Attenzione alla convinzione di riuscire a valutare correttamente i dati a disposizione grazie a una sorta di talento innato: la BI non sostituisce l’estro delle persone, bensì lo esalta evitando gli errori e massimizzando la tempestività decisionale.

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Sitografia e Fonti:

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